Tra le pagine di Cordelia e il Giornale delle Donne: voci di una rivoluzione silenziosa.
In occasione della Giornata Internazionale della Donna, l’Associazione “Amici degli Archivi” presenta un percorso espositivo volto a valorizzare il contributo femminile alla storia sociale e culturale, con un focus particolare sul Mezzogiorno e sul primo Novecento. L’obiettivo è sottrarre la storia delle donne alla marginalità, restituendo loro il ruolo di protagoniste attive in ambiti quali la politica, l’istruzione e le lotte civili. La mostra si articola attraverso l’analisi di volumi storici e, in particolare, di estratti di due celebri riviste femminili conservate nella biblioteca dell’Associazione: Cordelia e il Giornale delle Donne. Il percorso è suddiviso idealmente in quattro nuclei tematici: L’istruzione come fondamento: Partendo dallo studio di Giuseppe Scellini sull’educazione nel Napoletano (1815-1821), si evidenzia come l’accesso al sapere sia stato il primo passo verso l’autoconsapevolezza. Viene analizzato il dualismo culturale tra “angelo del focolare” e “mistica visionaria” (studio di Antonio Cioffi), modelli che hanno a lungo condizionato l’identità femminile. Il talento e la cultura: L’omaggio ad Adelaide Borghi-Mamo (1854) testimonia l’affermazione femminile attraverso l’arte e l’eccellenza professionale nel contesto prestigioso del Teatro San Carlo. La stampa femminile e il dibattito sociale: Attraverso la rivista Cordelia (fondata nel 1881), si esplora il passaggio da una funzione prettamente educativa a una di critica sociale. Articoli come “Antifemminismo scolastico” e “Le occupazioni della signorina moderna” documentano il contrasto tra il conservatorismo dell’epoca e il desiderio di emancipazione. Infine, la conquista dei diritti: Il nucleo finale, incentrato sul Giornale delle Donne, affronta i temi caldi del primo dopoguerra: il suffragio femminile (1919), il dibattito sul divorzio (1917) e la ridefinizione del ruolo sociale della donna dopo il contributo fondamentale dato durante la Grande Guerra. L’allestimento prevede l’esposizione di documenti iconografici e bibliografici di grande valore storico: i Saggi e Monografie, opere che ricostruiscono la condizione femminile nel Regno delle Due Sicilie e l’impatto delle figure storiche. L’emeroteca: Numeri originali di Cordelia (con le rubriche di Jolanda) e del Giornale delle Donne (con gli editoriali di G. Vespucci). Questi testi offrono uno spaccato unico sulla quotidianità e sulle aspirazioni delle donne italiane del tempo, confrontandole anche con i modelli internazionali (femminismo inglese e americano).”Trame di Libertà” non è solo una celebrazione dell’8 marzo, ma uno strumento di riflessione per le nuove generazioni. Attraverso la rilettura di questi documenti,
emerge chiaramente che l’emancipazione non è stata concessa dalle leggi, ma conquistata attraverso la volontà, lo studio e la determinazione delle donne. La mostra restituisce dignità storica a queste “voci di una rivoluzione silenziosa”, rendendole parte integrante della narrazione collettiva.
